I cavalieri della laguna

  • Regia: Walter Bencini
  • Genere: Documentario
  • Paese: Italia
  • Anno: 2013
  • Soggetto: Walter Bencini
  • Sceneggiatura: Walter Bencini
  • Fotografia: Walter Bencini
  • Scenografia: -
  • Costumi: -
  • Musiche: Musicmedia edizioni musicali
  • Montaggio: Walter Bencini
  • Ufficio stampa: VIC Communication
  • Produttori: Insekt Film
  • Una produzione: Insekt Film
  • Distribuzione: -
  • Uscita in sala: -

REGIA DI WALTER BENCINI
 

100 min. / italiano - inglese sottotitoli
 

SINOSSI
 

La storia di una comunità di pescatori che per continuare ad esistere ha saputo rinnovarsi guardando al passato. Un viaggio umano e poetico all'interno della comunità dei pescatori della laguna di Orbetello, per scoprire attraverso le storie dei protagonisti, l'avanguardia di un nuovo modo di pescare, di una filosofia di produzione di cibo attenta alla qualità organolettica, nel rispetto dell'ambiente e di chi ci lavora. La tradizione, la tecnologia, l'uomo e la natura, la passione e i conflitti. Uomini burberi che a volte divertono e a volte un po' rattristano, uomini che sanno ridere di sé e anche della loro situazione, che sanno raccontarsi senza pudori, con tutte le loro contraddizioni individuali. Eroi sospesi tra il destino di un tramonto e l'ostinata e poetica volontà di non darsi per vinti, di continuare a essere quella storia che è anche la storia familiare, dei padri e dei nonni. Con questa crisi economica senza precedenti, in cui il sistema industriale occidentale ha fallito in pieno, diventa fondamentale mettere in luce e promuovere dei modelli produttivi alternativi. La logica delle realtà locali come questa, in un mondo globalizzato fatto di cifre astronomiche, può sembrare insignificante, anacronistica, eppure è l'unica via percorribile, se si vuole ritrovare un rapporto armonico con la nostra madre terra.
 

NOTE DI REGIA
 

Mi sembra importante dare evidenza a quelle forme di lavoro e stili di vita che hanno trovato un rapporto armonico con la terra, l’aria, l’acqua, che sono anni luce davanti al mondo occidentale che ancora non comprende a fondo che il vero tesoro da scoprire e proteggere è il nostro pianeta. Quando osservo le barche dal fondo piatto che avanzano sopra la laguna, cariche di reti e di pesci, con gli equipaggi che vi stanno lavorando sopra, penso che non ci sia molta differenza nel modo in cui gli Etruschi avanzavano sopra quelle stesse acque, traendo anche loro sostentamento. Allora comprendo ancor di più quanto sia importante preservare, migliorare, aiutare tutto il nostro ambiente, sia marino sia terrestre e nel mio piccolo, altro non posso fare che cercare di render più visibile questa forma sostenibile di sviluppo, in un momento in cui tutti dovremo fermarci a pensare e riflettere su quello che realmente serve a noi ed al nostro pianeta. Oggi più che mai, in piena crisi economica, l’uomo dovrebbe avere il coraggio, l’intelligenza e la voglia di partire nuovamente da zero, per offrire alle future generazioni un mondo meno sbagliato. La natura comprende noi stessi. Non è un luogo in cui arriviamo partendo da qualche sicuro punto di osservazione esterno. Siamo immersi in essa e ne facciamo parte mentre la usiamo. Se la natura non fiorisce, non fioriamo neanche noi.